Il primo Natale con figli è meraviglioso. Intanto per chi non ha gemelli, probabilmente ne ha ancora solo uno, di figlio. E già mi riposo al sol pensiero. Se si tratta del primo Natale forse ancora non si è arrivati alla fase distruggiamo l’albero. Ancora non si è provata l’ebbrezza di metter su un albero di Natale con amore per vederlo poi completamente distrutto dopo pochi minuti. I bei tempi in cui le palline dell’albero potevano anche essere di vetro e i bei tempi in cui fare il presepe poteva ancora essere un’opzione valida. Oggi invece il povero Gesù bambino finisce regolarmente nella scatola delle macchinine.

Il primo Natale da genitori è meraviglioso perché ti diverti davvero a scegliere i primi giocattoli, loro sono talmente piccoli che non hanno pretese e tu puoi sognare comprando un bel cavalluccio a dondolo di legno oppure quella casa delle bambole che avevi sempre voluto, qualunque cosa andrà bene tanto loro saranno felici solo di accartocciare la carta da pacchi. Pura gioia quella.
E poi passano gli anni. I figli crescono, a volte arrivano dei fratelli. A volte arrivano troppi fratelli. E quella caspita di cameretta che sembrava vuota il primo Natale si riempie di giocattoli. Macchinine ovunque, decine di bambole, spesso decapitate. Una quantità di lego industriale, tale da poterci costruire un appartamento intero. E poi dinosauri, palloni, puzzle con pezzi mancanti, libri, peluche. Tantissimi peluche. Non se ne può più.

Malinconicamente ripensi a quel magico primo Natale, quando gli avevi regalato quell’ingombrantissimo cavalluccio a dondolo di legno che ti piaceva tanto e pensi: certo potevo prendergli qualcosa in più da Tempus Amoris, che tanto a lui piaceva solo la carta.

Flaminia 

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